Gomme del camper: cosa controllare in viaggio e come proteggerle in sosta prolungata

Pressione giusta, controlli prima di partire e l'errore più comune quando il camper resta fermo per settimane: tutto quello che serve sapere sulle gomme, in viaggio e in sosta.

Le gomme sono l'unico punto di contatto tra il camper e la strada, eppure restano quasi sempre l'ultima cosa a cui si pensa prima di partire. Rispetto a un'auto, un camper viaggia quasi sempre vicino al peso massimo consentito, cambia peso a seconda di quanto è carico, e sta fermo per settimane intere tra un viaggio e l'altro: le sue gomme invecchiano anche senza fare un chilometro. Ecco cosa controllare davvero, in viaggio e quando il mezzo resta fermo.

Perché le gomme del camper non si trattano come quelle dell'auto

Un camper a pieno carico, con acqua, bombole, bagagli e passeggeri, può pesare anche diverse centinaia di chili in più rispetto a vuoto: un peso che le gomme devono sostenere in modo diverso da un'utilitaria, soprattutto sull'assale posteriore dove si concentra il grosso del carico. Per questo i camper non montano quasi mai le stesse gomme di un furgone generico, ma pneumatici con indice di carico (il numero dopo la misura, es. 225/75 R16 **116**R) pensato per reggere il peso a pieno carico, non solo a vuoto. Montare gomme con un indice di carico insufficiente, magari per risparmiare, è uno degli errori più comuni e più pericolosi: il pneumatico si deforma e si surriscalda sotto sforzo, soprattutto in autostrada d'estate.

La pressione giusta, prima di ogni partenza

La pressione corretta non è un numero fisso: va cercata nel libretto del camper o nell'etichetta sul telaio (spesso nello sportello del serbatoio o nel vano guida), e quasi sempre è diversa tra assale anteriore e posteriore, e tra camper vuoto e a pieno carico. Va controllata sempre a gomme fredde, cioè prima di partire o dopo almeno un paio d'ore di sosta: una gomma calda dopo ore di guida può segnare anche 0,3-0,5 bar in più solo per effetto della temperatura, falsando la misura. Un manometro digitale per pneumatici camper, tenuto sempre a bordo, costa poco e permette di controllare la pressione anche lontano da un distributore; chi parte spesso a pieno carico trova utile anche un compressore portatile 12V per camper da collegare alla presa accendisigari, per correggere la pressione senza cercare un benzinaio.

Il controllo visivo che richiede due minuti

Prima di ogni partenza importante vale la pena fare il giro del camper e guardare le gomme con calma: tagli, crepe sui fianchi, bombature (segno di una struttura interna danneggiata, spesso dopo un urto contro un marciapiede o una buca) e corpi estranei incastrati nel battistrada sono tutti motivi per non partire senza prima farle controllare da un gommista. Vale la pena controllare anche l'usura: non solo la profondità del battistrada, misurabile con un semplice calibro per battistrada pneumatici (il limite di legge è 1,6 mm, ma sotto i 3 mm la tenuta su bagnato cala già parecchio), ma anche la sua regolarità: un'usura irregolare da un lato spesso segnala un problema di convergenza o di pressione sbagliata, non il pneumatico in sé.

I segnali che non vanno ignorati in viaggio

Vibrazioni al volante che aumentano con la velocità, il camper che "tira" da un lato pur tenendo dritto il volante, o un rumore nuovo che cambia con la velocità sono tutti segnali da prendere sul serio, non da rimandare al rientro. Conviene fermarsi appena possibile in un'area sicura, controllare a vista le quattro gomme (comprese quelle del lato interno sui gemellati, spesso dimenticate) e, se non si trova nulla di evidente, proseguire a velocità ridotta fino al primo gommista piuttosto che continuare come se nulla fosse: un cedimento in autostrada, a pieno carico, è molto più pericoloso su un camper che su un'auto per via del baricentro alto.

Il camper fermo per mesi: il problema più sottovalutato

Quando il camper resta fermo per settimane, tra un viaggio e l'altro o per tutto l'inverno, le gomme continuano a lavorare anche da ferme: il peso del mezzo concentrato sempre nello stesso punto di contatto con l'asfalto crea con il tempo una leggera deformazione permanente (il cosiddetto "flat spotting"), che si sente come una vibrazione nei primi chilometri dopo una lunga sosta. Aumentare leggermente la pressione rispetto a quella di marcia durante la sosta (seguendo comunque le indicazioni del libretto) riduce il problema, così come spostare il camper di qualche metro ogni 3-4 settimane, quando possibile, per cambiare il punto di appoggio.

Il secondo nemico delle gomme ferme è il sole: i raggi UV e l'ozono seccano la gomma nel tempo, creando le prime screpolature superficiali sui fianchi, soprattutto se il camper sta parcheggiato sempre nello stesso punto esposto. Un set di copriruota parasole per camper, semplici da montare e togliere, rallenta sensibilmente questo invecchiamento e nel tempo si ripaga da solo, visto il costo di quattro o sei gomme nuove.

Quando cambiarle anche se il battistrada sembra ancora buono

Le gomme del camper vanno sostituite anche se il battistrada è ancora abbondante, perché la gomma invecchia chimicamente con il tempo indipendentemente dai chilometri percorsi: la regola generale tra i produttori è tra i 6 e i 10 anni dalla data di fabbricazione, da verificare sul codice DOT stampato sul fianco (le ultime quattro cifre indicano settimana e anno, es. 2419 = 24ª settimana del 2019). Questo vale ancora di più per chi usa il camper poco, magari solo in estate: un mezzo con 20.000 km e gomme di dieci anni è spesso più a rischio di uno molto più usato ma con gomme recenti.

Una checklist prima di ogni partenza

In ordine: pressione a gomme fredde su tutti e quattro (o sei, sui gemellati) i pneumatici secondo i valori del libretto, controllo visivo di tagli, crepe e bombature, profondità del battistrada e data di fabbricazione sul fianco. Per il resto dell'attrezzatura da avere sempre a bordo, dal kit di emergenza alle prese elettriche, trovate la lista completa nella nostra guida all'attrezzatura per tenda, camper e roulotte.